Star Wars Zero Company convince la critica: ecco le prime recensioni

A pochi giorni dalla sua uscita, il nuovo videogioco di Star Wars ha raccolto molte recensioni positive, ma anche qualche voce fuori dal coro.

29 agosto 2026 19:49
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Star Wars Zero Company è finalmente arrivato e, a giudicare dalle prime recensioni internazionali, l'esordio di Bit Reactor sembra essere andato decisamente bene. Il paragone con XCOM è sempre presente, e c'è da dire che era inevitabile (anche perché dietro al progetto ci sono diversi veterani della serie Firaxis), ma ciò che emerge dalle recensioni è che Zero Company, pur senza nascondere minimamente le proprie fonti d'ispirazione, riesce quasi sempre a sfruttarle nel modo giusto.

Nell'attesa di poterlo finalmente giocare, ho raccolto di seguito i pareri più autorevoli, tra lodi ma anche ovviamente critiche.

I pareri più entusiasti

Tra le testate più positive c'è sicuramente Windows Central, che ha assegnato al gioco il massimo dei voti, 5 stelle su 5, arrivando a parlare di tattica a turni «al suo meglio» e di un titolo capace di fissare «un nuovo standard per il genere». Secondo la testata, Bit Reactor non si è limitata ad applicare una veste di Star Wars alla formula di XCOM: la componente cinematografica, la gestione della squadra, la personalizzazione e soprattutto i rapporti tra i protagonisti contribuiscono a dare al gioco una propria identità. Il risultato viene considerato uno dei migliori esempi recenti del genere tattico, nonostante qualche occasionale problema con l'intelligenza artificiale e alcuni crash.

Entusiasta anche PC Gamer, che gli ha assegnato 90/100. La testata ha apprezzato in particolare la combinazione tra combattimenti tattici, elementi da gioco di ruolo e una campagna fortemente narrativa. Il sistema di multiclassing permette di costruire personaggi molto diversi tra loro, mentre la possibilità di perdere definitivamente alcuni membri della squadra contribuisce a rendere le missioni più tese e le conseguenze degli errori decisamente più pesanti. Il giudizio finale è particolarmente importante: Zero Company viene considerato non soltanto un ottimo gioco di Star Wars, ma uno dei titoli più riusciti del 2026.

Sulla stessa lunghezza d'onda troviamo GamesRadar+, che assegna 4 stelle su 5 e sintetizza bene il concetto già nel titolo della recensione: «XCOM con le spade laser è davvero un ottimo affare». La testata non considera affatto un problema il fatto che Zero Company non tenti di rivoluzionare la formula: secondo il recensore, il sistema tattico funziona proprio perché prende una struttura già collaudata e introduce alcune modifiche intelligenti. Anche la morte permanente, pur essendo piuttosto difficile da incontrare alle difficoltà standard, riesce comunque a creare momenti di forte tensione nelle fasi finali delle missioni.

Positività ma anche dubbi

Anche TechRadar, con un voto di 4 stelle su 5, sottolinea quanto il gioco sia riuscito a trovare un equilibrio tra profondità e accessibilità. È un aspetto particolarmente interessante perché la recensione è stata scritta dal punto di vista di chi non aveva grande familiarità con gli strategici alla XCOM. Zero Company viene infatti descritto come un'esperienza «adatta ai principianti» ma al tempo stesso «incredibilmente gratificante». A convincere sono soprattutto la personalizzazione dei membri della squadra, la varietà delle missioni e il sistema dei legami, i cosiddetti Bonds, attraverso il quale i rapporti tra i personaggi hanno conseguenze anche sul campo di battaglia.

TechRadar individua però anche uno dei difetti che tornerà in diverse altre recensioni: l'antagonista principale, Kundri Fathom, sembrerebbe non avere (a detta di alcuni) abbastanza spazio all'interno della storia. Il personaggio trascorre buona parte della campagna lontano dai protagonisti e, secondo la testata, questo impedisce al villain di acquistare tutto il peso narrativo che avrebbe potuto avere.

Un giudizio positivo, ma leggermente più prudente, arriva da Game Informer, che assegna 8/10. Il titolo scelto per la recensione, «More Than A Clone», è già piuttosto eloquente: Zero Company assomiglia moltissimo a XCOM, ma riesce comunque a essere qualcosa di più di una semplice imitazione ambientata nell'universo di Star Wars.

Il combattimento tattico e la gestione delle risorse sono considerati i veri punti di forza dell'esperienza, sostenuti da un ottimo design delle mappe e da missioni capaci di proporre situazioni differenti. Più freddo, invece, il giudizio sulla componente narrativa: storia e personaggi vengono definiti «competenti, anche se poco memorabili». La conclusione resta comunque positiva: per gli appassionati di XCOM o di Star Wars, secondo Game Informer, Zero Company è una raccomandazione praticamente immediata.

Piuttosto simile è il parere di RPG Site, che gli assegna anch'esso 8/10. Qui la situazione si fa particolarmente interessante perché la testata ama molto i personaggi ma è decisamente meno convinta dalla trama principale. Il recensore ammette infatti che la storia gli è sembrata a tratti «un po' troppo convenzionale», soprattutto per quanto riguarda il conflitto con Fathom e il culto Infinite Coil.

Il vero punto di forza, secondo RPG Site, è invece la Zero Company stessa. I dialoghi tra i membri della squadra, le loro differenti personalità e il modo in cui imparano progressivamente a conoscersi riescono a creare un forte senso di cameratismo. Il paragone utilizzato dalla testata è significativo: il gruppo ricorda, «nel migliore dei modi», l'equipaggio della Normandy di Mass Effect.

Alcune problematiche tecniche

Non manca però qualche problema più concreto. RPG Site segnala diversi inconvenienti tecnici nella versione PC (come purtroppo accaduto troppo spesso con altri videogiochi, lo sa bene il sottoscritto): brevi blocchi durante le azioni, comportamenti strani della telecamera, modelli che assumono pose anomale e, in alcune occasioni, veri e propri freeze che hanno costretto a riavviare il gioco. Viene inoltre criticata la scarsità di contenuti pensati specificamente per il post-game, con l'assenza di una modalità New Game Plus che potrebbe limitare la voglia di tornare immediatamente sulla campagna una volta raggiunti i titoli di coda.

Anche Wccftech, con 8,5/10, promuove senza troppe esitazioni il debutto di Bit Reactor. La testata parla di uno dei migliori titoli di Star Wars usciti negli ultimi anni e individua nel combattimento tattico il principale motivo del successo: l'intelligenza artificiale viene considerata valida, i nemici riescono progressivamente a mettere sotto pressione il giocatore e le missioni principali offrono situazioni sufficientemente articolate. Bene anche la gestione della base, lo sviluppo dei personaggi e le possibilità di personalizzazione.

Le riserve riguardano soprattutto le attività secondarie, che possono diventare ripetitive, qualche problema con texture e interfaccia e alcuni movimenti non sempre precisissimi. Nulla che, secondo la recensione, sia sufficiente a rovinare un'esperienza complessivamente molto solida.

Le critiche più severe

C'è però anche chi è rimasto decisamente meno impressionato. La recensione più severa tra quelle pubblicate dalle principali testate internazionali arriva da Shacknews, che assegna 7/10 e apre il proprio giudizio con una frase abbastanza chiara: «Non mi è piaciuta molto l'esperienza».

Curiosamente, il problema non è il gameplay. Anche Shacknews riconosce che alla base di Zero Company c'è un RPG tattico divertente, sostenuto da numerosi sistemi e da impostazioni della difficoltà sufficientemente flessibili da accontentare sia chi vuole un'esperienza accessibile sia chi preferisce qualcosa di più punitivo.

È soprattutto la scrittura a non convincere. La testata parla senza troppi giri di parole di una narrazione priva di mordente, accompagnata da villain deboli e da personaggi che non riescono a sfruttare pienamente il potenziale dell'ambientazione. Secondo il recensore, il gioco sembra voler esplorare il lato più sporco e ambiguo dell'universo di Star Wars, ma finisce troppo spesso per rifugiarsi in soluzioni narrative già viste. Il risultato è un contrasto piuttosto netto: combattimenti piacevoli, ma lunghe sezioni narrative che il recensore sostiene lo abbiano «annoiato a morte tra una schermaglia e l'altra».

Tra i pareri meno entusiasti troviamo anche quello di PCGamesN, sebbene il voto rimanga un buon 8/10. Il titolo della recensione è piuttosto provocatorio: «XCOM in modalità facile». Secondo la testata, Zero Company è un buon gioco e una più che degna aggiunta alla lunga lista di videogiochi riusciti ambientati nell'universo di Star Wars, ma le battaglie avrebbero potuto essere «più complesse e varie».

In compenso, PCGamesN è molto più generosa nei confronti della storia rispetto ad altre testate: la produzione da tripla A e la spettacolarità della messa in scena accompagnano una campagna considerata emozionante e sufficientemente interessante da giustificare più partite. È un dettaglio che mostra quanto proprio la componente narrativa sia probabilmente l'elemento più divisivo dell'intero gioco.

Un mix generalmente positivo

Ed è forse questa la fotografia più interessante che emerge mettendo insieme le recensioni internazionali. Sul gameplay tattico c'è un consenso quasi unanime: Zero Company funziona, diverte e dimostra che la struttura resa celebre da XCOM si sposa sorprendentemente bene con l'universo di Star Wars. Le differenze di giudizio riguardano piuttosto quanto il gioco riesca a emanciparsi dal modello originale e, soprattutto, la qualità della sua storia.

Insomma, Star Wars Zero Company sembra aver centrato il bersaglio soprattutto dove era più importante farlo. Non è necessariamente il rivoluzionario erede di XCOM che alcuni potrebbero avere sperato di trovare, ma il giudizio che emerge dalla stampa internazionale è quello di uno strategico tattico estremamente solido, capace di utilizzare l'universo di Star Wars per dare spettacolarità e personalità a una formula ormai molto familiare.

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