SCUOLA – Fai l’esame di riparazione ma non basta più: il debito ti distrugge l’anno scolastico | Lo scopri solo alla riunione

Alunni a scuola (Canva foto) - insolenzadir2d2.it
Il peso dei debiti scolastici e la paura di settembre mettono ansia a famiglie e studenti delle superiori: ora cambia tutto.
Ogni estate, migliaia di famiglie si ritrovano ad affrontare lo stesso pensiero fisso: i debiti scolastici dei propri figli. Non si tratta solo di un ostacolo didattico, ma di una vera fonte di ansia che accompagna studenti e genitori per tutta la stagione estiva. La paura di “non farcela” aleggia come una minaccia silenziosa, capace di trasformare il riposo delle vacanze in settimane di studio serrato.
Il giudizio sospeso diventa un’etichetta che pesa sulle spalle degli studenti. Sapere che la propria promozione dipende da una prova di settembre amplifica tensioni e timori, creando una pressione che spesso va oltre il semplice impegno scolastico. Molti ragazzi, invece di rilassarsi, passano l’estate in corsi di recupero e pomeriggi sui libri, vivendo con la costante incertezza del risultato finale.
Per i genitori, la situazione non è meno pesante. Il futuro dei figli sembra essere in bilico e ogni giorno trascorso senza certezze aumenta le preoccupazioni. «Se non supera questo debito, cosa succederà?», è la domanda che tormenta madri e padri, preoccupati non solo per la pagella, ma anche per la motivazione e l’autostima dei ragazzi.
Tutto questo si concentra in un unico momento: la riunione di settembre. Lì, dopo settimane di fatica e attese, il destino scolastico degli studenti viene deciso. L’esito non è mai scontato, e l’angoscia di sentir pronunciare la parola “bocciatura” è ciò che alimenta paure e incertezze per tutta l’estate.
Settembre e il ritorno delle verifiche più temute
Con la fine delle vacanze, non c’è solo il ritorno sui banchi. Arrivano anche gli esami di riparazione, appuntamento che ogni anno coinvolge circa uno studente su cinque delle scuole superiori italiane. Le materie più a rischio restano matematica e lingue straniere, seguite da quelle scientifiche e tecnico-professionali. Secondo Money, questa percentuale è comunque in calo rispetto al passato, quando quasi il 40% degli alunni concludeva l’anno con un debito.
Le regole che disciplinano questa fase sono precise: corsi di recupero obbligatori, prove entro l’8 settembre e valutazione collegiale da parte dei docenti. Una novità significativa introdotta con la Legge n. 150/2024 ha inoltre rafforzato il ruolo degli insegnanti, dando più peso alle loro decisioni sugli scrutini e sugli esiti dei debiti formativi.

Quando il debito può davvero compromettere l’anno
Il mancato superamento degli esami di riparazione non significa automaticamente bocciatura. È il consiglio di classe a decidere, valutando impegno, progressi e partecipazione ai corsi. Anche un esame non superato può quindi tradursi in una promozione, se il percorso complessivo dello studente mostra segnali positivi.
Ci sono però limiti chiari: un voto in condotta inferiore a 6 comporta la bocciatura immediata, mentre insufficienze ripetute nella stessa materia per più anni rischiano di pesare sul giudizio finale. Una recente sentenza del TAR Toscana, inoltre, ha stabilito che impegni lavorativi non giustificano l’assenza agli esami, mettendo in guardia chi tenta di evitare la prova.