Lavoro, ti devono pagare anche per il tragitto: da settembre ti arrivano 1.200€ a trimestre

Lavoratore felice con soldi (Depositphotos foto) - www.insolenzadir2d2.it
Grandi novità in merito ad un compenso extra per il tempo trascorso negli spostamenti legati al lavoro: cosa accadrà.
C’è una cosa che fai ogni giorno, probabilmente senza pensarci troppo: ti alzi, ti vesti, prendi le chiavi e vai a lavorare. Ma tutto quel tempo speso in macchina, in treno o a piedi… non è mai finito sul tuo stipendio. Fino ad ora, almeno.
Eh sì, perché qualcosa sta cambiando. Pare che da ora sarà riconosciuto, finalmente, il valore del tempo impiegato nei viaggi per il posto di lavoro. Un’idea che fino a ieri sembrava un sogno, oggi inizia ad avere contorni più concreti.
Immagina: svegliarti la mattina, uscire di casa, e sapere che ogni minuto trascorso in viaggio ti viene pagato. Non sarebbe una piccola rivoluzione? Per tanti lavoratori, specialmente quelli che vivono lontani dall’ufficio, significherebbe mettere in tasca centinaia di euro in più.
E la cosa interessante è che non si parla di rimborsi o bonus eccezionali. No, stavolta si tratta proprio di ripensare al tempo di lavoro in modo diverso. Più giusto, forse. Perché se lo fai per lavorare, allora è lavoro. O no?
Quando il viaggio diventa parte del lavoro
La Corte di Cassazione è intervenuta di recente con una sentenza piuttosto netta—n. 30820/2023, poi rafforzata dall’ordinanza n. 16674/2024 (riportata anche da Brocardi.it) —che chiarisce la questione: il tempo speso per spostarsi tra sedi diverse o dai clienti, se richiesto dal datore, va retribuito. Punto.
Il caso riguardava un gruppo di tecnici che ogni giorno dovevano andare da un cliente all’altro. L’azienda gli pagava solo i tragitti che superavano 30 minuti (e pure registrati tramite GPS!). Ma la Corte ha cassato tutto: ogni minuto conta, anche quello passato in auto aziendale, se si sta seguendo una direttiva del capo. Ma a quanto si potrebbe arrivare?

Quanto potresti ricevere?
Ecco il punto che interessa davvero: se prendi quei famosi 45 minuti al giorno e li moltiplichi per 20 giorni lavorativi, hai 900 minuti, ovvero 15 ore. A una media di 20 euro l’ora, fanno 300€ al mese. Moltiplica per tre: sono 900€ a trimestre. Ma non è finita.
Perché a queste ore vanno aggiunti anche straordinari o indennità che spesso non vengono riconosciuti. E qui il conto può salire facilmente fino a 1.200€ ogni tre mesi. In pratica, soldi che molti lavoratori si stanno lasciando scappare ma che ben presto potrebbero entrare nelle loro tasche. Quindi, se sei un lavoratore che lavora in trasferta avrai diritto ad essere pagato anche mentre ti sposti.