Il Rodiano: la Forza è con noi

Dopo il primo emozionante racconto, tornano le avventure del rodiano Malek e di Syril, Kuryan e Tee-Lora nella Galassia Lontana Lontana! Capitolo 1Malek Ortak e Syril Karilla si erano mescolati con la...

A cura di Riccardor
08 maggio 2023 15:57
Il Rodiano: la Forza è con noi - Il Rodiano
Il Rodiano
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Dopo il primo emozionante racconto, tornano le avventure del rodiano Malek e di Syril, Kuryan e Tee-Lora nella Galassia Lontana Lontana!

Capitolo 1

Il mercato di Lonisa, capitale di Valo

Malek Ortak e Syril Karilla si erano mescolati con la folla di Lonisa, sul pianeta di Valo, in modo così perfetto da sembrare semplici visitatori o, agli occhi di molti, dei residenti.
La città di quel mondo nell'Orlo Esterno sembrava il luogo ideale in cui nascondere la loro "variopinta combriccola", come li aveva definiti Tee-Lora; la Mandaloriana e Kuryan erano rimasti alla "Lady Kryze" in compagnia dei loro "nuovi compagni", diventati sempre più parte di quel gruppo tanto peculiare, uniti dall'obiettivo comune della sopravvivenza dopo la crisi cui erano scampati circa due mesi prima.
Uno di essi, Kix, stava tentando di comunicare con il suo capitano, il famigerato "Corsaro Cremisi", per riunirsi alla ciurma e tornare alla sua vecchia, nuova vita.
Avevano scoperto che l'ex Clone trooper era apparentemente un tipo scontroso e sembrava odiare l'intera Galassia, ma sotto sotto era un bonaccione ed erano bastate un paio di bottiglie di birra di Sundarii per sciogliere la sua acidità. Kix aveva quindi mostrato il suo lato più socievole e scherzoso, anche se non dimostrava particolare affetto per i droidi e, dato ciò che aveva vissuto, era comprensibile.
L'ex Clone trooper aveva convinto la Kaminoana e lo Zygerriano ad unirsi a lui, con tante parole di lodi sperticate nei confronti della vita piratesca e le immense possibilità che essa offriva a chi non aveva più un posto nella galassia. Tee-Lora ancora non si capacitava di come quei due avessero scelto di seguire dei corsari spaziali invece di lavorare per una ben più rispettabile cacciatrice di taglie, ma almeno le bocche da sfamare sarebbero diminuite.
"Le comunicazioni in tutti i settori sono difficili da svariate rotazioni e percepisco dei piccoli tremiti nella Forza. Sono piuttosto preoccupata." mormorò ad un tratto la Jedi - anche se lei preferiva farsi chiamare "Padawan". Malek si voltò verso di lei e notò la sua espressione corrucciata; la sua simile, una Rodiana come lui, stava osservando dei succosi frutti Meiloorun, disposti su un banco, come se fosse ad un funerale: "Quel tipaccio dell'egemonia non è il solo.
Ne arriveranno altri, ma la Resistenza non se ne starà con le mani in mano." concluse lei.
Malek lo fissò per un istante che parve interminabile: "La Resistenza? Non abbiamo più un governo costituito. Niente Repubblica, né un organo centrale! Siamo tanti puntini di luce divisi da Parsec e Parsec, quasi fossimo tornati all'epoca prima della Vecchia Repubblica.
E l'egemonia lo sa. Sa che siamo disuniti e sta disturbando le comunicazioni e agendo nell'ombra. Sa che deve mettere a tacere chiunque usi la Forza e poi sferrare un attacco su vasta scala, in modo da conquistare tutti i settori in un click!
Finiamo di comprare le ultime cose e torniamo alla Lady Kryze… Ho un gran brutto presentimento."
I due Rodiani tirarono fuori i pochi crediti che avevano e fecero scorta per qualche giorno, nella speranza che Tee-Lora trovasse un lavoro in poche rotazioni; la donna si era rivolta alla gilda locale, ma nonostante tante promesse non era mai stata contattata per alcuna taglia.
Syril e Malek si allontanarono rapidamente dal centro città, diretti verso un anonimo hangar, talmente malandato che aveva offerto loro un punto di sosta a costo zero, senza accorgersi della misteriosa figura incappucciata che aveva iniziato a pedinarli.
Giunti dentro l'hangar, udirono diverse imprecazioni; la prima era di Kix, nei confronti dell'astromecca H0-P3, mentre a breve distanza Tee-Lora esclamava oscenità, stringendo con violenza un bullone alla fiancata della Lady Kryze, un bullone che non ne voleva proprio sapere di stare al suo posto e a nulla servivano le parole di Kuryan, che tentava invano di calmare la Mandaloriana furente.
"Eccoci di ritorno. Vedo che siete belli pimpanti, per la Luce!" esclamò Syril, cercando di attingere al potere cosmico e placare gli animi.
"Che avete comprato? Ancora Meiloorun? Niente carne?" sbottò la ragazza umana, scuotendo nervosamente i ricci neri ribelli.
"Hai detto tu di risparmiare. E poi, con quello che ci hai dato, abbiamo già fatto molto, visto che mangeremo tutti per almeno due giorni." rispose tranquillamente Malek, facendo spallucce.
La Mando imprecò nuovamente, poi sospirò; aveva superato momenti peggiori.
Kix parve calmarsi a sua volta e Syril trasse un sospiro di sollievo; il suo maestro sarebbe stato orgoglioso di lei. H0-P3 le su avvicinò pigolando, quasi avesse capito ciò che la giovane stesse facendo e questo la riportò a diversi mesi prima prima, su Corellia, quando lavorava come cameriera e lavapiatti in un locale, in fuga dai Jedi e tutto ciò che riguardava la Forza: "Non mi avete mai chiesto come io faccia a sapere così tanto dei Grysk e perché mi sia imbarcata, con J-ok3, in un'avventura tanto assurda, finendo in catene su Minas, con il mio povero ex droide che chiede il vostro aiuto…" esclamò la Padawan.
Tee-Lora tirò fuori una delle sue fiaschette di birra, ne bevve un paio di sorsi, poi disse: "Penso di parlare a nome di tutti: la risposta è che sei una Jedi e fate sempre ciò che dovete e altre kriffate simili.
Volevi essere sicura che qualcuno ti venisse a salvare ed hai convinto il tuo droide, pace ai suoi circuiti, a diventare un pericoloso ricercato, spingendo la migliore cacciatrice di taglie della Galassia, modestamente, a mettersi al lavoro, aiutata in minima parte dai due impiastri su Minas, pace a tutti i poveracci che hanno lasciato la pelle durante l'esplosione; il resto è storia.
Non mi pare ci sia bisogno di ulteriori dettagli."
"E invece si, io voglio raccontarvi tutto, per filo e per segno, perché desidero che ci fidiamo gli uni degli altri: non sono per niente tranquilla e vorrei che potessimo collaborare senza segreti, perlomeno da parte di chi vi ha cacciato in questo impiccio.
Vi ho accennato che lavoravo su Corellia, in un locale, e qui ho ascoltato i discorsi di certi tipacci che si erano lasciati abbindolare da uno dei Grysk…"
A breve distanza, l'individuo incappucciato usò un sistema di occultamento e si appoggiò ad una colonna, incuriosito dalla storia che quella Rodiana stava raccontando e, soprattutto, affascinato dalla sua connessione con la Forza. "È come me?" pensò, mentre la storia veniva narrata.

Capitolo 2

Coronet, capitale di Corellia

Erano passati quasi otto anni da quando Syril era scappata da Rodia, dalla Forza e da tutto ciò che era legato al suo passato e aveva trascorso gran parte di quel tempo a Coronet, capitale di Corellia, un pianeta celebre per i suoi cantieri navali, le cui astronavi erano considerate tra le migliori non solo del Nucleo, ma dell'intera galassia. Syril si era destreggiata tra più lavoretti, finendo con il diventare una cameriera a tempo pieno di un locale frequentato da gente di malaffare e temuto dalle autorità; il posto ideale per far perdere le proprie tracce.
Nel 35 ABY, le notizie della caduta del Primo Ordine divennero sempre più diffuse ovunque, insieme alla figura leggendaria della "Jedi Bianca", ultima allieva, si diceva, del grande Luke Skywalker, una donna che era stata capace di opporsi ad una oscurità crescente e condotto la Resistenza alla vittoria.
Syril si sentì sollevata: l'allieva peggiore di Luke - lei - era scappata per il timore di cedere definitivamente al Lato Oscuro, a causa dei suoi tanti attaccamenti e quel profondo senso di incapacità e fallimento che l'attanagliava, ma la Forza, come sempre, aveva ricondotto la galassia all'equilibrio grazie all'allieva migliore; avrebbe voluto conoscerla un giorno, vedere con i suoi occhi una vera Jedi, di cui la Rodiana era, tutt'al più, una pallida imitazione.
Syril non poteva certo immaginare che tali eventi avrebbero cambiato il suo destino, convinta contro ogni probabilità di restare una cameriera a vita e morire, vecchia e sola, nel suo microscopico appartamento in affitto in un quartiere residenziale decadente di Coronet.
Tuttavia, la situazione cambiò quando vide due dei membri di una gang locale, i "Pulsar Punk", sedersi ad un tavolo in compagnia di un individuo piuttosto alto e coperto dalla testa ai piedi da una tunica con mantello, molto simile a quella che anche lei aveva usato, in passato, e che ora conservava in una valigia dentro l'unico armadio del suo appartamento. Quel tipo le faceva venire i brividi, come se la Forza, a cui lei cercava disperatamente di chiudersi, bussasse violentemente contro la porta blindata che aveva interposto tra la sua anima e il cosmo.
"Ehi, Syr… Mi senti? Sei connessa?" gracchiò qualcuno alle sue spalle, una voce cavernosa e sgradevole.
La Rodiana si voltò e fece un mezzo inchino all'Ardenniano dinanzi a lei, che sovrastava in altezza di una spanna. L'altro stava battendo nervosamente un piede a terra, mentre le quattro braccia erano incrociate sul petto: "Non ti pago per sognare ad occhi aperti, signorinella. Oggi sei strana, più del solito direi.
Se hai qualche problema, sputa il Toporago, a parte nel caso tu voglia un aumento… " bofonchiò.
"Sto bene, signor Lsaz, non si preoccupi. Stavo solo pensando che oggi il locale è davvero pieno e dovremo prendere un sacco di comande."
"Più soldi per me, voglio dire per noi; lavora bene e potrai tenerti più mance del solito.
Ed ora, fila a prendere le ordinazioni dei Punk; lo sai che sono clienti che pagano bene!"
Syril non se lo fece ripetere due volte, prese l'olotaccuino e si avvicinò al tavolo, dove l'energumeno incappucciato stava parlando in huttese ai suoi due ospiti, un Mikkian dalla pelle vinaccia, con un ghigno perfido perennemente stampato sul viso, e un Dor Namethiano dalla pelle grigia e avvizzita, con le schiena incurvata tappezzata da cicatrici ostentate come trofei.
"Salve, gentili clienti, volete ordinare?" chiese la Rodiana, sfoggiando il suo miglior sorriso.
L'inquietante terzetto smise di confabulare e, dopo averla misurata con lo sguardo per un istante, fu il Mikkian a parlare per tutti: "Ci stiamo ancora pensando. Torna tra un po', ti chiamiamo noi." il tono era quello tipico di chi non ammetteva repliche, perciò la cameriera girò i tacchi e tornò al bancone, aiutando a servire i Caf che alcuni clienti stavano sorseggiando dopo un pasto leggero, fra i più onesti tra gli avventori: tutti operai in qualche cantiere, sebbene con stipendi irregolari e nessuna assicurazione. E diversi di loro presentavano segni di arti persi o amputati, come il vecchio Kren, un umano dalla pelle scura ed una folta barba, sempre allegro, nonostante non avesse più il braccio sinistro - al suo posto, il segno di una cauterizzazione eseguita alla bene e meglio, probabilmente in qualche clinica economica - e una serie infinita di problemi alla schiena che lo rendevano claudicante. Syril amava parlare con Kren, era uno dei pochi che la facesse sempre tornare il buon umore.
"Che c'è, bimba? Qualche problema?" chiese l'uomo, abbozzando un sorriso.
"Le solite cose, Kren. Devo far revisionare il mio droide, J-ok3, e non mi sembra mai di guadagnare abbastanza…"
Lui ridacchiò: "Per il cuore di Khyber, ci tieni davvero alla tua ferraglia, bimba!"
"È tutto ciò che mi rimane della mia famiglia, sai…"
Kren si fece serio, evento più unico che raro: "Vuoi dire che l'eredità della tua famiglia, quella che ti avevo consigliato di vendere… È il droide? Scusami, Syr, non intendevo mancarti di rispetto."
La Rodiana sospirò; dopo la sua furia omicida su Rodia, quando il Primo Ordine aveva sterminato gli abitanti del villaggio in cui era nata e i suoi genitori, e aver assistito alla distruzione del tempio Jedi e al tradimento di Ben Solo, aveva vagato a lungo con la sua astronave e, per la prima ed unica volta in vita sua, si era recata alla Cantina di Freetown, su Tatooine, dove aveva preso una sbronza colossale, nel tentativo di placare la marea nera che stava per sopraffarla, tanto da pensare che sarebbe diventata un'adepta del Lato Oscuro, persa per sempre.
Non era fortunatamente successo, ma il mal di testa colossale che aveva avuto per due intere rotazioni era stato capace di mettere a tacere ogni cosa, anche se per poco. La giovane si era poi recata nuovamente su Rodia, per dare degna sepoltura ai suoi cari e agli abitanti del villaggio - e persino ai Troopers che aveva passato a fil di spada laser - ma ci aveva già pensato qualcun altro, il suo droide di famiglia.
Suo padre aveva acquistato J-ok3 per aiutarlo nei campi, ma il droide si era rivelato anche un simpatico compagno, esperto in barzellette davvero divertenti e un burlone, cosa più unica che rara per un automa di tale tipologia, perciò la famiglia di Syril lo aveva chiamato 'J-ok3'.
"Padroncina, eccovi finalmente! Ho visto ciò che è successo ed ho agito come da programmazione. Mi dispiace per la vostra perdita." esclamò il droide nel vederla sulla spiaggia che conduceva al villaggio.
Da allora, Syril lo aveva sempre tenuto con se; si era lasciata tutto alle spalle tranne il suo fedele compagno, il suo amico.
"Non preoccuparti, Kren; non potevi saperlo.
Ma dimmi, ancora nulla dal centro sociale di Coronet? Non ti pagheranno l'operazione alla schiena? Se vuoi-"
Lui scosse la testa: "Se spendi i tuoi crediti per il droide e per me, poi a te cosa resta? Devi mangiare e stare in salute, bimba, sei ancora giovane.
E magari, un giorno conoscerai un individuo della tua specie con cui mettere su famiglia e avrai tanti marmocchietti!"
Syril rise: "Ancora con questa storia? Io resterò single a vita, quanto è vero che Palpatine è morto!"
Tuttavia, mentre scherzava con il buon Kren, la Rodiana aveva acuito i suoi sensi per carpire ogni possibile informazione dal tavolo in cui la Pulsar Punk e il loro ospite stavano confabulando, o meglio cospirando.
L'individuo con il cappuccio stava dicendo che aveva contattato il suo capo e che adesso toccava a loro chiamare il proprio. Poco dopo, nel locale entrò un nuovo energumeno incappucciato e, diversi click più tardi, un umano vestito con un gilet di sintopelle che lasciava scoperte le braccia, con il viso butterato. Quest'ultimo ordinò ai suoi scagnozzi di sparire e poi prese a confabulare con i suoi "ospiti", ai quali offrì il meglio che il locale aveva a disposizione.
Syril si occupò delle ordinazioni e scoprì che i Punk sarebbero stati pagati per piazzare una bomba al 'museo di storia antica della galassia', in modo che, in mezzo al caos, i due energumeni potessero impadronirsi di un registro negli archivi, un holopad in cui era presente una lista di artefatti in grado di contrastare gli utilizzatori della Forza.
L'uomo butterato bofonchiò qualcosa riguardo al fatto che era strano che gli esponenti dell'egemonia Grysk sapessero così tanto su certi argomenti, dal momento che provenivano dalle Regioni Ignote, ma i due energumeni si limitarono a dirgli che non erano affari suoi e che doveva pensare solo a portare a termine la sua missione.
Dopo il lavoro, Syril corse al suo appartamento con il cuore in gola e chiese a Jok-3 se potesse scoprire qualcosa riguardo la 'egemonia Grysk', ma tutto ciò che il droide trovò - in attesa della tanto agognata revisione - fu un registro vuoto. Quei tizi erano un vero mistero, ma se era vero che provenivano dalle Regioni Ignote, perché erano così interessati agli artefatti Sith? Era praticamente impossibile usarli per chi non era potente nella Forza, eccetto alcuni, di cui aveva letto nei testi Jedi: delle piccole sculture o armi come pugnali o daghe capaci di indebolire o addirittura annullare la connessione tra un utilizzatore e la Forza, spesso con conseguenze gravi per chi ne subiva gli effetti, persino letali, oggetti creati dall'antico Impero Sith per i loro soldati e funzionari, utili per l'autodifesa e, nel peggiore dei casi, per combattere i Jedi stessi in epoche ancestrali, durante il periodo noto come 'Vecchia Repubblica'. Tali manufatti erano andati perduti, ma negli ultimi 80 anni vi erano stati diversi ritrovamenti archeologici, tra cui alcuni bassorilievi che indicavano delle coordinate stellari in cui recarsi per recuperarli.
Restava tuttavia da capire come fosse possibile che la lista fosse finita in un holopad custodito nel museo di Coronet, ma dopo la caduta del tempio Jedi a Coruscant, nel 19 BBY, era successo di tutto e conoscenze che avrebbero dovuto restare sotto il vigile controllo dell'Ordine Jedi erano finite alla mercé di chiunque.
O forse, lo stesso Palpatine aveva cercato di far sparire quella lista perché pericolosa persino per lui, il temibile Darth Sidious, ed era stato tradito da coloro a cui aveva affidato il segreto? La risposta a quella domanda non era importante, al momento.
Syril cercò di capire piuttosto quale uso avrebbero potuto fare i Grysk di tali artefatti, mentre chiedeva a Jok-3 di cercare ancora su Holonet. Doveva anche scoprire quando sarebbe avvenuto l'attentato e non sarebbe stata nemmeno la cosa più difficile.
"J-ok3, cerca info sui Pulsar Punk. Voglio sapere come si chiama il loro capo e se è umano, con manifesto di taglia, se presente."
Il droide acconsentì alla richiesta, ma quando ebbe ricavato i dati e sul volto della sua padrona si dipinse un'espressione soddisfatta, dopo aver letto il manifesto di taglia, non fu più in grado di tacere: "In quale guaio ci stai cacciando, Syril? Non si era detto di mantenere un basso profilo?"
"Hai ragione, ma se è come penso non posto più stare con le mani in mano." La giovane raccontò tutto al droide.
"Avvisare qualcuno? La milizia locale? La Resistenza?" protestò lui.
"La milizia non ha mai cercato di catturare nessun affiliato ai Pulsar Punk, perciò temo che siano pagati dal loro capo per starsene buoni e in silenzio.
Riguardo la Resistenza, temo che abbiano troppe cose da fare dopo la battaglia su Exegol, per ridare alla galassia un governo costituito nuovamente democratico.
Siamo solo noi, J-ok3. Farò ciò che devo!"
Il tono della Rodiana era calmo ma inamovibile, una cosa che non accadeva da tanto tempo. Osservò ancora una volta il manifesto di taglia dell'umano butterato, il cui nome era Prunas Pulsar, capo dei "Pulsar Punk" e ricercato in almeno una dozzina di sistemi.
"La Forza riesce sempre a trovare quelli come noi, che ci piaccia o no", le aveva detto il suo maestro, Luke Skywalker, qualche anno prima. E lei si trovò a sorridere amaramente, pensando per un lungo momento che la Forza era beffarda e avrebbe dovuto voltarle le spalle, lasciar perdere tutto e restare lontana da qualsiasi problema, ma una parte di lei gridava che se non avesse agito, se avesse continuato a scappare, sarebbe successo qualcosa di terribile: era come un formicolio che le correva lungo la spina dorsale e lei sapeva che l'universo la stava spingendo ad agire. Avrebbe dovuto trasformare la sua insicurezza e la paura in un coraggio che non era certa di possedere, ma sentiva che era necessario.
"Farò ciò che devo!" disse nuovamente, più a se stessa che a Jok-3; vi erano racconti di grandissimi Jedi che avevano detto quelle parole in tempi oscuri, spesso sacrificando le loro stesse vite per il bene altrui. Non era forse quello lo scopo per cui era nato l'ordine?
"E cosa intendi fare? Affrontare tutti i Punk con la tua lama di luce?" parve schernirla J-ok3; non era una semplice battuta caustica, ma un modo crudele per farla desistere.
"No, invierò i dati sulla posizione di Prunas alle varie gilde che lo braccano e saranno loro a fare una buona parte del lavoro, mentre io mi recherò al museo e prenderò l'holopad."
"E nel malaugurato caso che nessuna gilda agisca per venire a riscuotere la taglia?"
"Sto approntando un piano B, ovviamente, ma prima di tutto devo scoprire quando intendono piazzare la bomba. Oggi ho impiegato i miei sensi acuti per ascoltare le loro conversazioni, e per fortuna non hanno intuito che conosco benissimo l'huttese, ma devo stare attenta e riuscirci anche domani o in uno dei prossimi giorni."
"E se non venissero più al locale? Se si organizzassero altrove, magari via olocomunicatore sicuro?"
Syril sorrise: "È qui che entri in scena tu; dovrai usare le tue capacità di hacking per accedere alle loro comunicazioni."
"Sono un ex droide minerario modicato da tuo padre, ma non posso garantirti che-" provò a dire lui, ma Syril tagliò corto: "Ce la farai, anche perché domani riceverai l'aggiornamento di sistema; mi sono dimenticata di dirti che ho messo su un bel gruzzoletto con le mance oggi."
Il giorno dopo, Syril si recò al lavoro certa di carpire nuove informazioni grazie all'aggiornamento di J-ok3, "un aggiornamento dotato di diversi benefici", o almeno così aveva affermato il tecnico Bonbrak che si era occupato della questione, un tipetto noto nell'ambiente per applicare modifiche non esattamente legali ai sistemi dei droidi, e che si vantava di aver aiutato la Resistenza a forzare i blocchi ai computer e le console del Primo Ordine; Syril non poteva affermare con certezza che fosse vero, ma sta di fatto che Zazee era un genio, ed uno dei pochi esponenti della sua specie che parlasse il Basic.
E mentre il tecnico si prendeva cura di J-ok3 in un laboratorio dedicato, Syril serviva ai tavoli, come al solito, ma durante tutto il suo turno non si erano visti né i Punk né i Grysk.
Una volta recuperato il droide e dopo essere tornata all'appartamento, fu proprio il suo amico che le disse dove trovare Prunas: "Sono riuscito, a disagio, ad accedere ad una backdoor della rete privata dei Punk e, a quanto pare, dopo la caduta di Exegol, c'è un rinnovato interesse negli oggetti legati alla Forza: un collezionista molto ricco di Zeffo ha contattato il museo di Coronet per l'holopad, offre una cifra esorbitante e il direttore ha accettato.
Prunas ha inviato alcuni suoi uomini a rubare l'holopad e hanno piena libertà decisionale, il ché vuol dire-"
"Che potrebbero far fuori il compratore, il direttore e chiunque si trovi in mezzo. Kriff! La situazione non era già abbastanza complicata di suo? Beh? Perché ora mi guardi così?" aveva sbottato Syril.
"È raro che tu dica parolacce, padroncina, tutto qui. Dunque, che si fa?" Jok-3 stava elaborando un discorso per farla desistere, anche se era sicuro fosse inutile.
"Li inseguiamo, fermiamo i Punk, salviamo chi si trova in zona e recuperiamo l'holopad, mi pare ovvio, per la Luce!" il droide scosse la testa, ma avrebbe seguito Syryl fino in capo alle Regioni Ignote.
La giovane si era licenziata la mattina seguente, ottenendo persino una buona uscita di mille crediti, abbastanza per raggiungere Zeffo - un pianeta dell'Orlo Esterno celebre per le vestigia di una specie gloriosa e legata alla Forza - e restarci anche qualche giorno, se la situazione l'avesse richiesto.
La faccenda si rivelò tuttavia molto più complessa, perché in breve tempo scoprì che il fantomatico collezionista, un umano rubizzo, aveva tolto di mezzo il direttore e la sua scorta pur di impadronirsi dell'holopad, schierando persino alcuni mercenari che parevano sapere molto bene il fatto loro.
Sia lei che i Punk si erano ritrovati con un pugno di mosche quando l'uomo si era recato su Chandrilla, un pianeta un tempo prospero e che era stato anche sede della Nuova Repubblica per un certo periodo, ma che adesso viveva una situazione quantomeno caotica. Nei mesi seguenti, svolgendo vari lavoretti part-time, la Rodiana era riuscita a tenere traccia di ogni spostamento dell'holopad.
"Questa Forza ha un limite di spesa? Perché qui siamo costantemente al verde!" si era lamentato più volte Jok-3, nel suo classico tono caustico.
Syril avrebbe voluto dirgli che erano a buon punto, che le Forza la stava conducendo alla vittoria, ma in certi frangenti, prima di provare a dormire quel poco che una missione del genere le consentiva, veniva scossa da profondi dubbi, perciò anche in lei la sicurezza granitica di qualche tempo prima si stava lentamente sgretolando.
E poi accadde l'impensabile.
Una sera, mentre controllava dalla cima di un palazzo la villa del collezionista con un vecchissimo visore, un autentico pezzo da museo delle Guerre dei Cloni, sentì una pressione inequivocabile alla schiena: "Voltati lentamente e non fare scherzi."
L'individuo che imbracciava il Blaster pesante puntato alle sue spalle era il Dor Namethiano che, almeno all'inizio, non parve riconoscerla: "Che ci fai qui con questo, eh?" borbottò, strappandole il visore dalle mani; aveva una voce molto più profonda di quanto ricordasse.
"Mi sono persa e stavo cercando punti di riferimento. Questo posto è così caotico!" esclamò lei, in un tono quasi sbarazzino; si trattava anche di un segnale per Jok-3, in modo tale da prepararsi al peggio e avviare il piano: "manifesto di taglia".
"Ma chi credi di prendere per il naso, sporca Rodiana e… Ma io ti conosco! Sei la cameriera di quel locale a Coronet."
Syril approfitto di quel momento di smarrimento del Dor Namethiano per lasciarsi cadere - forse non era stata una buona idea l'aver affidato la spada a Jok-3 nella speranza di non doverla usare, almeno durante i sopralluoghi - atterrando con grazia nella piazzetta sottostante. Pensava di essere fuori pericolo, ma si sbagliava: si trovò circondata da mercenari del collezionista, uomini dei Punk e persino due Grysk.
"Dunque, come immaginavo, sei una utilizzatrice della Forza. Una Jedi, magari? Non importa.
Sarai perfetta per testare i vari artefatti presenti nella lista." esclamò uno dei Grysk, parlando in Huttese. Syril rimase in silenzio per un lungo momento, ma era evidente che quei tizi avevano mangiato la foglia, perciò fece la sola domanda che avesse importanza, rivolgendosi ai Punk in Basic: "Credevo che non andaste d'accordo con il collezionista e i suoi mercenari. Cosa vi ha fatto cambiare idea?"
Prunas fece capolino da dietro un paio di massicci Wookie: "Il collezionista è stato tanto saggio da capire che il vento sta cambiando, mia cara. Ed ha accettato di aiutarci in cambio della vita e di qualche credito. Ti sembra troppo facile? La Galassia è semplice, sono i tipi come te, gli idealisti, che rendono tutto tremendamente complicato. Sogni d'oro." e le sparò un colpo di Blaster in modalità stordimento.

"… Jok-3 si è poi finto un pericoloso criminale con una taglia interessante, mentre io venivo sottoposta a torture ed esperimenti su Minas dove ho scoperto il più possibile sui Grysk. Alla fine mi hanno trovata proprio Malek, Kuryan e Tee-Lora, con quest'ultima che aveva ingaggiato i primi due proprio per catturare il mio povero Jok-3." concluse Syril, mordendosi un labbro. Jok-3 aveva ragione: non avrebbe dovuto agire in quel modo, di impulso, ma cercare aiuto.
Ora lui non c'era più e stava chiedendo a degli individui che conosceva da pochissimo tempo di credere in lei. Erano sopravvissuti a stento contro un paio di Grysk combattendo in quattro, che speranze avevano con pochi individui in più?
Fu allora che percepì un leggero formicolio nel vento che lei immaginava essere la Forza, una fogliolina che scivolava in mezzo alla corrente d'aria che la circondava.
E poi, una figura incappucciata si fece avanti, apparendo come dal nulla, dicendo: "Io potrei aiutarvi, se voi aiutate me."

Capitolo 3

Le Regioni Ignote

La figura sollevò il cappuccio rivelando il volto di una giovane umana, dai lunghi capelli biondi e la pelle di porcellana; due occhi castani pieni di vita osservavano con interesse ognuno dei presenti.
Da buona Mandaloriana, l'ultima esponente della famiglia Krona aveva già estratto le pistole Blaster, anche se riconosceva alla bionda il raro merito di averla colta di sorpresa; era forse merito di un sistema di occultamento o la donna possedeva dei poteri?
Una mano squamosa la invitò ad abbassare le armi, facendo una lieve ma decisa pressione sulle sue braccia: "Non mi pare che questa tizia abbia cattive intenzioni, dico io."
Kuryan stava fissando Tee-Lora con tutti e quattro i suoi occhi e la giovane decise di desistere, anche se tecnicamente era lei il capo del Quarren e del suo amico Rodiano, ma c'era qualcosa nel suo sguardo che non ammetteva replica. E gli altri individui presenti erano rimasti placidi; Kix aveva osservato la bionda per qualche istante, in un misto di curiosità e attrazione - era decisamente evidente, dato l'improvviso rossore sulle sue guance - ma poi, quasi non fossero fatti suoi, era tornato ad armeggiare con il comunicatore, nel tentativo di entrare in contatto con il Corsaro Cremisi.
"Non volevo spaventarvi." affermò la nuova arrivata in tono tranquillizzante, alzando le mani avvolte in guanti di sintopelle blu elettrico, "Mi chiamo Margo Derelian e provengo da un pianeta non troppo distante da qui, Aki."
"Mai sentito nominare." bofonchiò Kix mentre scacciava H0-P3 che cercava di aiutarlo con il comunicatore, "Ed ho viaggiato in quasi tutta la Galassia, bellezza."
Sul viso di Tee-Lora si dipinse un sorriso storto: davvero il pirata pensava di apparire un gran seduttore con quel tono da uomo vissuto?
"Aki, eh? Ci puoi dire a quanti settori di distanza è rispetto a Valo?" chiese allora Malek, mentre Syril pareva essersi completamente immersa nella Forza, forse per comprendere le intenzioni di Margo.
"Dieci settori in direzione 7."
La Padawan strabuzzò gli occhi, così come l'altro Rodiano e Kuryan, mentre Kix e Tee-Lora si fecero una risata: "Vuoi farci credere che provieni dalle Regioni Ignote? Ma ci hai preso per Gungan?" sbottò l'umano, misurandola con lo sguardo, uno sguardo che Margo sostenne: "Affatto. È tutto vero ed ho i piani di volo sulla mia astronave… Beh, non proprio mia, ma di mio fratello Tray. Diciamo che me l'ha prestata."
"Mettiamo che ti crediamo: hai detto che potresti aiutarci se noi aiutiamo te. Cosa intendi? E poi, sei sensibile alla Forza, vero? Non è un caso che tu ti sia avvicinata a me, vero?" domandò Syril, finalmente rilassata; l'umana sembrava sincera ed il vento intorno a loro formava una brezza gentile.
Margo annuì: "Si, sono una sacerdotessa dello 'Spirito del Cosmo', il modo con cui su Aki e nel sistema di cui fa parte chiamiamo la vostra 'Forza'.
Un tempo, Aki era un pianeta rigoglioso, pieno di vita e celebre per i suoi prodotti caseari, soprattutto il formaggio di capra Dray, una specie originaria di Aldhani, ma che alcuni coloni hanno fatto arrivare sul mio pianeta. Sto divagando, comunque, perdonatemi…
Il fatto è che, un tempo, c'era un solo culto del Cosmo ed aveva unito ogni specie di Aki, fino a quando, al termine del conflitto contro il Primo Ordine, è stato scoperto un antico tempio di una qualche religione perduta; l'energia che è propagata da esso ha causato discussioni e intolleranza tra umani e altre specie, finché Fern, una Twi'lek molto devota, non ha dato vita ad un suo culto del Cosmo, esclusivamente per i non umani.
Un tempo eravamo grandi amiche e lei rispettava il mio ruolo di sacerdotessa, ruolo che avevo ereditato dalla precedente detentrice del titolo, ma dopo il ritrovamento del tempio tutto è cambiato e ad una specie di 'guerra fredda' tra umani e altre specie, che è durata per mesi e tuttora non accenna a finire, è seguita una pandemia che nessuno è stato in grado di curare."
"Aspetta un attimo, fammi capire una cosa." la interruppe Malek, anticipando Syril, "Come fai ad essere sicura che tutti i problemi siano scaturiti dal ritrovamento del tempio? Avete provato ad avvicinarvi e capire se non ci fosse qualcosa che stesse causando quella situazione?"
"Qualcosa come… Un artefatto?" aggiunse la Padawan.
Margo scosse la testa: "Chiunque abbia provato ad avvicinarsi al tempio ha perso i sensi, io ho resistito qualche minuto di più, ma non sono riuscita ad andare molto oltre la soglia. Prima di svenire, una voce mi ha sussurrato di trovare qualcuno più legato di me allo Spirito del Cosmo." e rivolse lo sguardo a Syril.
"Tutto molto triste e toccante, sorella, ma noi stiamo già cercando di salvare le nostre chiappe da gente piuttosto cattiva. Perché dovremmo aiutarvi? Cosa ci guadagneremmo?" borbottò Tee-Lora, incrociando le braccia sul petto.
"Mio fratello ha cercato di fare da paciere, ma ha fallito su tutta la linea. Dopo la morte di nostro padre su Exegol e gli ultimi mesi di guerra, è cambiato e mi ha anche detto di essere sfuggito all'egemonia Grysk per un soffio: non hanno mai messo gli occhi sul nostro piccolo pianeta, ma adesso ho veramente paura.
Temo che sia opera loro se il tempio, che quando è stato scoperto era un luogo assolutamente pacifico e privo di pericoli, sia diventato la causa di tutti i nostri guai.
Se davvero possono farlo su un piccolo pianeta, cosa gli impedirà di farlo altrove? Immaginate di ritrovarvi contro un avversario che può farvi perdere i sensi se cercate di affrontarlo o che può scatenare una pandemia su scala planetaria o fare odiare esponenti di specie differenti!
Se ci aiutate, avrete la gratitudine mia e degli Akiani e mi pare di capire che vi serva una mano."
"Potrebbe toccare a noi, in futuro, dico io." aggiunse Kuryan.
"Dobbiamo intervenire, Tee-Lora! Hai visto anche tu di cosa è capace l'egemonia!" esclamò Malek.
"Abbiamo visto con i vostri occhi quanto siano potenti gli artefatti che l'egemonia sta cercando e usando: la Forza può tutto, soprattutto se qualcuno piega il Lato Oscuro al suo volere. C'è bisogno di noi!" affermò Syril.
La Mandaloriana sospirò rumorosamente: "Va bene, va bene! Ma da quel che so, navigare nelle Regioni Ignote è pericoloso e difficile. Ho letto storie al riguardo di un popolo che usa la Forza per viaggiare in tale porzione di spazio-"
"Non sarà necessario. Basta che seguiate il mio X-Wing - di mio fratello, in realtà - e arriveremo tranquillamente ad Aki in men che non si dica." la interruppe Margo, richiamando il caccia con un piccolo telecomando; il velivolo, completamente rosso con le strisce nere, atterrò vicino alla Lady Kryze.
"Per la barba dei Bantha, ma è un T-85 di ultimissima generazione! Tuo fratello era un pezzo grosso?" chiese Malek, emozionato come un bambino.
"Nostro padre era in lizza per diventare generale e mio fratello capitano. Dopo la morte di nostro padre, Tray ha collaborato con la Resistenza per qualche mese, ma ha rinunciato ai gradi; non ha mai voluto dirmi perché ed ha sempre sostenuto che la fine di nostro padre non c'entrasse nulla, ma non so se credergli."
"Ecco, questo è un caccia! Saresti disposta a venderlo, in futuro, se ti facessi un'offerta congrua?" domandò Tee-Lora, mettendo una mano sul fianco del T-85.
Margo si limitò a scuotere la testa, mentre Syril rimproverava la Mando, dal momento che era un cimelio della famiglia Derelian.
Kix si rivolse a tutti: "Per quanto possa capire che il problema è grave, qualcuno deve rimanere qui e cercare di contattare il Corsaro Cremisi: ora più che mai abbiamo bisogno di alleati. Se ci saranno novità, vi farò sapere!"
La Kaminoana, Deva Mi, e lo Zygerriano, Pyrak, avevano deciso di restare con Kix per aiutarlo, perciò Tee-Lora sospirò di nuovo, annuì a Kix, si infilò il casco e si mosse in direzione della Lady Kryze: "Ti sei già decisa? Partiamo, dunque?" chiese sbigottita Syril, mentre H0-P3 la superava e si imbarcava nell'astronave Mandaloriana, ben lieto di lasciarsi alle spalle l'umano scontroso.
"Mio padre diceva sempre: 'Chi ha Beskar non aspetti Beskar, chi ha tempo non aspetti tempo'. Mi avete convinto che la situazione è grave, perciò meglio agire rapidamente, no? Ci tengo alle chiappe, lo sai! E poi, ci servono alleati!" prese la fiaschetta di birra, sollevò l'elmo e ne bevve un sorso, poi raggiunse il ponte di comando.
Pochi click dopo, il T-85 di Margo - pardon, di suo fratello - era in volo sopra Valo, pronto ad effettuare il salto nell'iperspazio appena fosse stato possibile; trasmise le coordinate alla Lady Kryze e attese che entrambe le astronavi fossero in posizione.
Poco dopo il salto, un piccolo caccia, uno A-Wing modificato, decodificò la loro rotta e il pilota, una Miraliana giovanissima, dalla pelle color limone, aprì un canale: "Gerdan, sono Disa. La faccenda scotta; avvisa il capitano che ho intercettato una comunicazione da parte di Kix, uno degli uomini del Corsaro Cremisi, e due astronavi stanno viaggiando verso le Regioni Ignote. Non so cosa stiano complottando, ma richiedo l'invio di alcune navette di supporto ed il permesso di inseguirle."
Dall'altro lato del comunicatore, l'Ithoriano si mise in contatto con il capitano della loro nave pirata, la "Deadly Damsel" e ricevette l'ordine di procedere eseguendo le richieste di Disa.

Capitolo 4

Un tipico scorcio di Aki in tutto il suo splendore

Il viaggio iperspaziale venne completato in tre tappe, non senza problemi.
Tee-Lora imprecava a denti stretti per gli ostacoli che doveva affrontare, anche se al contempo era esterrefatta per l'aspetto così terribile eppure affascinante di quella porzione di spazio: le storie che giravano sulle Regioni Ignote non rendevano giustizia alla maestosità delle tempeste magnetiche e la mole di altri pericoli, tra cui almeno un buco nero, che emergevano come mostri marini dalle tenebre più nere dell'inchiostro.
"Sembra di essere in un luogo frutto dei pensieri di un folle." osò affermare Malek, mentre scrutava l'oscurità fuori dalla Lady Kryze; si chiese più volte se l'astronave avrebbe sopportato una simile prova.
La situazione era già piuttosto tesa, con Kuryan intento a bofonchiare sottovoce - una preghiera, forse? Difficile a dirsi - ma Malek vide anche Syril rannicchiata in un angolo che tremava come una foglia: "Il Lato Oscuro quaggiù… È più potente che mai.
Sembra che voglia prendermi e farmi sprofondare nelle tenebre eterne." mormorò la Padawan.
Il comunicatore si attivò senza preavviso e alcuni trasalirono; non Tee-Lora, che imprecò di nuovo: "State tutti bene? Lo so, lo spazio qui è abbastanza spaventoso, ma se seguite le coordinate che vi ho trasmesso ed eseguite i salti iperspaziali previsti, sarà tutto finito in pochi click." esclamò la voce di Margo dall'altra parte dell'emettitore; sembrava sinceramente preoccupata per i suoi nuovi 'alleati' , ma davvero la Mandaloriana e gli altri si potevano definire tali? Quei pensieri vennero spazzati via dopo il terzo salto, perché tutti loro furono rapiti da una vista inaspettata.
Aki si estendeva in mezzo alle miasma oscuro e crepitante come una boa tra i flutti, una gemma scintillante dalle tonalità autunnali e il blu intenso dei suoi oceani, ma la cosa più incredibile era che esso spiccava nonostante le dimensioni modeste, simili a quelle di Dalna o della Luna Boscosa di Endor, un minuscolo granello di colore in un cielo praticamente privo di stelle, eccetto il sole giallo che donava la vita al pianeta.
La Lady Kryze era sul punto di seguire l'X-Wing quando un gruppetto di cinque navi, in apparenza A-Wing modificati, emerse dall'iperspazio e la circondò.
Disa, la Miraliana, ridacchiò nel vedere un'astronave Mandaloriana; era risaputo che, di tali leggendari guerrieri, ne erano rimasti una manciata e, sicuramente, pensò la donna, il pilota era un sempliciotto che aveva scelto tale velivolo per pura scena. Di conseguenza, commise uno dei più grandi errori che avrebbe mai potuto fare nei confronti di Tee-Lora: "Ehi, voi altri a bordo di quella astronave! Sappiamo che non siete Mandaloriani, perciò vi diamo un semplice avvertimento: arrendetevi senza fare storie e avrete salva la vita.
Sappiamo che lavorate per il Corsaro Cremisi e, credetemi, la vostra vita vale di più della fedeltà a quel tizio!
Consegnate il carico e le armi, poi conduceteci sul pianeta vicino e parliamo con calma di cosa vuole combinare il vostro 'capitano'. Se mi obbedirete, avrete salva la vita, altrimenti… " disse la Miraliana, dopo aver avuto accesso al comunicatore della Lady Kryze.
Per tutta risposta, Tee-Lora sbuffò e poi tuonò, con voce collerica: "Chi è che hai definito non Mandaloriano? Sono figlia di Mandalore, come i miei genitori prima di me e i loro progenitori! E sono la persona più lontana dall'essere un pirata alle dipendenze di qualcuno!"
Si udì una risata dall'altra parte del comunicatore: "Ma davvero? Vediamo se riesci a tenerci testa, 'Mando'!" Disa marcò particolarmente il termine 'Mando', al fine di schernire la pilota di quella astronave: adorava le sfide.
"Malek?! Hai presente quel trucchetto di cui parlavamo qualche giorno fa?" esclamò Tee-Lora, mentre preparava la Lady Kryze allo scontro, senza allontanare lo sguardo dai monitor.
"Intendi la modifica alla scheda madre dell'iperguida? Quella che farebbe sparire e apparire la nave in punti casuali ma legati al settore in cui si trova? Non è una cosa sicura e non sappiamo nemmeno se può funzionare davv-"
"Ho letto delle storie, storie di almeno due secoli fa, in cui si parlava di un certo gruppo di terroristi che aveva dato del filo da torcere alla Repubblica con un trucchetto simile." lo interruppe la Mandaloriana, intenta ad attivare tutte le armi della Lady Kryze.
"Ho capito di cosa stai parlando, ma sono leggende, nulla più. Secondo te, davvero qualcuno è riuscito a piegare l'iperspazio al suo volere? Ed ha causato anni di terrore guidato da una specie di oscuro messia che aveva persino eliminato un potente maestro Jedi? Kriffate!" protestò il Rodiano, supportato da Kuryan, mentre Syril riusciva a riprendere il controllo di se; Malek avrebbe voluto stringerla tra le braccia, incoraggiarla ma, come al solito, una paura folle si era impadronito di lui, la paura di essere respinto, nonostante la sua simile sembrasse quantomeno trovarlo gradevole. E così, per un timore senza fondamento, si era messo a scrutare il cielo color pece, lasciando Syril in un angolo a tremare; avrebbe voluto prendersi a pugni: "Syril, come stai? Scusami, io… Io avrei dovuto aiutarti!" riuscì infine a dirle, un groppo in gola che pareva grande quanto la Base Starkiller.
La Padawan si limitò ad alzare una mano e a dire, con voce gentile: "Sarebbe stato peggio e ti avrei allontanato; il Lato Oscuro si nutre di ogni dubbio e debolezza, di ogni desiderio e brama.
Ho superato, per così dire, la prova. Perciò, ti parrà assurdo, ti ringrazio per non aver fatto nulla."
Malek avvampò, senza capirne bene il motivo.
"Jedi, bah…" sbottò Tee-Lora, interronpendo quella strana sensazione che stava avvolgendo la plancia, "Malek, io insisto! Sono troppi e la Lady Kryze non è al meglio! Metti in atto il piano e fatti aiutare da Syril e Kuryan!"
"Se sbagliamo, saltiamo in aria, dico io!" protestò il Quarren.
"E se non lo fate, saltiamo in aria per i colpi di artiglieria-" non fece in tempo a completare la frase che un colpo piuttosto violento raggiunse la Lady Kryze, facendo cadere a terra quasi tutti, compreso il povero H0-P3, ad esclusione della Mandaloriana sul sedile del capitano.
"Ehi, ho visto l'impatto di quel colpo! State bene? Cercate di allontanarvi da loro e riorganizzarvi, mentre io li affronto e vi faccio guadagnare tempo. Non sono mio fratello, ma me la cavo abbastanza bene in un combattimento aereo!" esclamò la voce di Margo al comunicatore e, prima che qualcuno potesse risponderle, i nostri videro una macchia rossa muoversi con eleganza ed efficacia in mezzo ai velivoli nemici, abbattendone uno con un missile.
"Però, la ragazza ci sa fare!" esclamò Tee-Lora, che poi si rivolse al suo equipaggio: "Il colpo è stato devastante e gli scudi - già compromessi - sono al 40%! Non credo che reggeremo un altro impatto del genere, perciò, Malek, fai quello che ti ho chiesto: o la va, o la spacca!"
Il Rodiano aiutò gli altri a rimettersi in piedi e poi si avvicinò al pannello dell'iperguida, lo aprì e disse: "Sto per fare una gran kriffata, ne sono certo! Ehi, potete portarmi una chiave di tipo Mayhew? E venite qui anche voi, ci vuole tanta forza!" disse alla sua simile e al Quarren.
Alcuni istanti dopo, il terzetto stava facendo leva su quello che, ad un occhio poco attento, sarebbe potuto sembrare un 'bullone di costrizione' e, sebbene la funzione fosse simile, ovvero mantenere in equilibrio la matrice dell'iperguida, serviva anche ad impedire l'accesso alla scheda madre.
"Si stanno preparando per colpire! Che ci fate ancora lì?! ALLONTANATEVI SUBITO!" gridò Margo al comunicatore, mentre lei abbatteva un secondo A-Wing; ne restavano tre.
"Tirate!" ansimò Malek, mentre i suoi compagni facevano forza sul bullone. Disa aprì nuovamente un canale di comunicazione: "La vostra alleata sull'X-Wing è bravina, ma non può farcela contro noi tutti… E neanche voi.
Non deve finire così. Arrendetevi e vi sarà risparmiata la vita, dopo che ovviamente ci avrete condotti sul pianeta, dato tutti i vostri averi e fatto arrivare qui il Corsaro Cremisi." la sua voce era melliflua e sgradevole, tipica di chi sa di avere la vittoria in pugno; e quella convinzione divenne certezza nel momento in cui uno dei suoi alleati colpì un motore del T-85.
"Sono costretta a ritirarmi temporaneamente, mentre il sistema di bordo ripara il danno, ma voi dovete allontanarvi, SUBITO!" tuonò Margo, in preda alla disperazione; conosceva quelli individui da poche ore, ma non voleva assolutamente che perdessero la vita per colpa sua. Questo atteggiamento colpì Tee-Lora.
La Mando stava per sbraitare quando si udirono tre rumori: il suono di tanti corpi che cadono a terra, uno metallico più pesante, come di un grosso oggetto che rimbalza su una superficie solida e, infine, uno più leggero, un pezzetto che rotola sul pavimento e poi, dopo alcuni giri su se stesso, si ferma.
"Ce l'abbiamo fatta!" esclamò Malek che, senza ulteriori indugi, si mise a trafficare sulla scheda madre dell'iperguida con un saldatore ed un cacciavite.
"Beh, io vi ho dato la possibilità di salvarvi, ma dato che non rispondete, come la devo interpretare?" insistè Disa al comunicatore.
"Fottiti e baciaci le chiappe!" rispose in tono acido Tee-Lora.
"D'accordo, lo avete voluto voi. Ciao ciao, Mando! Salutami Sundarii dall'aldilà!" e due razzi partirono dall'A-Wing della Miraliana, pronti a colpire il bersaglio e a distruggerlo ma, con sua grande sorpresa, la donna vide l'astronave nemica scomparire, mentre i razzi continuavano il loro viaggio nel vuoto, sparendo chissà dove.
La Lady Kryze apparve alle spalle di un altro A-Wing e Tee-Lora lo colpì senza pietà, facendolo deflagrare in mille pezzi; stessa sorte toccò al secondo velivolo.
Disa si mise le mani guantate sul volto: che diamine stava succedendo? Era come se l'astronave Mandaloriana compiesse dei piccoli salti dentro e fuori dall'iperspazio, una tecnica di cui si parlava in una spaventosa leggenda che alcuni anziani usavano come fiaba per far stare buoni i bambini, dicendo cose come: "Se non vi comportate bene, Ro apparirà dall'iperspazio in camera vostra e vi porterà con lui nelle Regioni Ignote!"
Aveva ascoltato quella storia da suo nonno - il solo parente che le fosse rimasto, ucciso dal Primo Ordine poco dopo la caduta del tempio Jedi - sin da piccola, ma non avrebbe mai creduto possibile vedere con i suoi occhi una cosa simile, perciò, terrorizzata, decise di abbandonare il campo di battaglia e si lanciò nell'Iperspazio, senza sapere se l'altra astronave avrebbe potuto raggiungerla.
La scelta di Disa fu la sua salvezza, poiché l'iperguida della Lady Kryze raggiunse rapidamente il limite e bruciò, disattivandosi; la Miraliana non lo avrebbe mai scoperto, per fortuna di Tee-Lora e gli altri.
"Ha retto anche troppo! Fortunatamente, c'era un secondo blocco di emergenza o adesso saremmo pulviscolo cosmico; l'ho visto mentre stavo armeggiando con la scheda madre, altrimenti mi sarei fermato prima!" esclamò Malek, madido di sudore.
"Suvvia, è andata bene, no? La fortuna aiuta gli audaci." commentò Tee-Lora.
"A me pare che aiuti i pazzi, dico io." bofonchiò Kuryan, tra le risatine dei due Rodiani.
"Quante storie! Siamo vivi, no? A proposito: dov'è Margo?" esclamò la Mando.
"Sono qui! Il sistema di bordo ha appena completato le riparazioni e… Ma dove sono i nemici? Come li avete sconfitti?" rispose la bionda al comunicatore.
"Magia!" si limitò a dire Tee-Lora, che poi disattivò le armi e seguì il T-85 su Aki.
Una volta atterrati, i membri dell'equipaggio della Lady Kryze rimasero a bocca aperta; l'intero pianeta era avvolto in una placida atmosfera autunnale e gli alberi più diffusi erano, come logico, dei sempreverdi, ma non mancavano altri di tipi differenti, con foglie dalle tonalità rosse, arancio, giallo e marrone. Dei ruscelli dalle acque limpide attraversavano ampi spazi del pianeta e, a breve distanza dal punto di atterraggio, si intravedevano delle abitazioni, alcune con recinti in cui le capre Dray brucavano l'erba.
"Benvenuti su Aki!" esclamò Margo, togliendosi il mantello e rivelando un abito blu elettrico simile a quello dei lunghi guanti, che arrivavano fin quasi sotto le ascelle della donna.
"Che abito… Vistoso." commentò Tee-Lora, che tuttavia lo trovava perfetto su di lei.
"È la tipica veste da sacerdotessa… O meglio, lo era, prima che accadesse quanto vi ho accennato su Valo e Fern non mettesse tutto in discussione, ma capirete meglio vedendo con i vostri occhi: seguitemi."

Capitolo 5

Capre Dray

Il gruppetto avanzò tra filari di alberi sempreverdi, olivi e vigneti, in uno scenario a dir poco idilliaco. Il clima era mite e accogliente.
"Vivrei volentieri su questo pianeta, dico io." commentò Kuryan, esprimendo la sensazione generale di tutti, persino Tee-Lora, che si era tolta il casco per inspirare a pieni polmoni.
"Eccoci arrivati, finalmente!" esclamò diversi click dopo Margo, indicando un villaggio formato da poche casupole di mattoni, "Anche se quello è, per così dire, il quartiere umano della nostra capitale, Heiwa."
"Aspetta, fammi capire… La capitale del vostro pianeta è un villaggio di pochi abitanti?" chiese stupita la Mando.
"E non solo; è la sola città di tutto il pianeta. Avrete notato che è veramente molto piccolo e so, da quello che ho letto, che al massimo del suo splendore, Aki aveva circa un milione di abitanti."
I suoi ospiti restarono a bocca aperta; avevano sentito parlare di pianeti piccoli, come Dalna, ma Aki portava quel concetto all'estremo.
"Attualmente, quanti abitanti ci sono su tutto il pianeta? Avete un censimento?" domandò Malek, notando alcuni occhi che scrutavano da dietro le imposte di una casa.
"Fammi pensare… Saremo circa trecentomila, di cui solo una parte abita in città. Molti vivono nel cuore dei boschi, allevando i Dray e curando uliveti e vigne.
"Alla faccia della vita rupestre e bucolica. I Dray sono quelle capre nere con quattro corna, vero?" chiese quindi il Rodiano, indicando una coppia di animali nel recinto.
Margo si limitò ad annuire, poi disse, in tono grave: "Sfortunatamente, come vi ho accennato, ci sono forti tensioni e divisioni tra umani e alieni.
Suggerisco perciò, almeno per il momento, che Tee-Lora venga con me ad incontrare mio fratello e gli altri di questa parte della comunità.
Voi altri invece, dovreste seguire questo ruscello e, dopo un po', troverete una casa con il tetto a punta. Bussate e vi risponderà Fern, la sacerdotessa aliena del culto dello Spirito del Cosmo. Non ditele assolutamente che mi conoscete e cercate di farvela amica; è il solo modo per poter agire ad Heiwa.
Ci terremo in contatto via comlink e vedremo di scoprire cosa sta succedendo; in particolare, è necessario che Syril raggiunga il tempio che, come sicuramente avrete intuito, si trova nel quartiere delle altre specie."
"Capisco." rispose la Padawan, che subito aggiunse: "Anche Fern, quindi, è sensibile alla Forza? Potrebbe notare il mio legame con essa."
"Meglio, così forse di fiderà più facilmente di una straniera: non ne ho la certezza, ma sospetto che anche lei abbia dei dubbi su ciò che si trova nel tempio."
"Quindi, devo farmela amica ed entrare nel tempio, eh? Che la Forza sia con me!" concluse Syril, sforzandosi di rimanere ottimista.
Poco dopo, mentre le due umane raggiungevano le prime case, il terzetto formato dal Quarren e i due Rodiani si mise in marcia, seguendo il placido ruscello.
"Sembra tutto così bello e pacifico qui. Faccio fatica a credere che ci sia qualcosa di oscuro." disse Malek, osservando i campi a perdita d'occhio.
"Hai visto quanto dolore ho provato mentre viaggiavamo nello spazio delle Regioni Ignote? Mio nonno avrebbe detto che, in questa porzione di spazio, 'ci si sente', ma più semplicemente, come avevo letto nei testi del mio maestro, ci sono fortissime sacche impregnate del Lato Oscuro della Forza, tanto potenti da causarmi dolore fisico."
"Scusami Syril, pensavo stupidamente che avessi avuto un qualche problema dovuto agli spostamenti nell'iperspazio o simili." la interruppe Malek, in tono dispiaciuto.
"Anch'io. Scusa!" si aggiunse Kuryan.
Lei fece un cenno con entrambe le mani, per tranquillizzarli: "Non potevate saperlo. Noi utilizzatori della Forza la percepiamo in modo molto simile a come certe specie o creature avvertono i cambiamenti atmosferici, e la visualizziamo in modo da rendere più semplice farsi avvolgere da essa. È una semplificazione, ovviamente, e nel corso dei millenni essa è stata studiata a lungo, soprattutto a Jedha, prima che l'impero galattico la distruggesse e gran parte di tale sapere andasse perduto.
In ogni caso, io la vedo come fosse un vento che circonda tutto, poiché la Forza è ovunque.
Molte volte, tuttavia, essa viene toccata tanto dalla luce quanto dalle tenebre ed il male cerca sempre di piegarla ai suoi voleri. Ed ecco che la brezza gentile diventa una tempesta che mi scuote l'anima e il corpo; quando ho ceduto al Lato Oscuro, su Rodia, la tempesta era in me ed io ero la tempesta. Non so come io sia riuscita a placarla e, a volte, ho molta paura; Yoda, il maestro del mio maestro, diceva sempre: 'Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te.'
Detto questo, almeno per il momento, non percepisco il Lato Oscuro, ma temo che, mano a mano che ci avvicineremo al tempio, il vento diverrà sempre più impetuoso."
Malek e Kuryan si guardarono per un lungo momento; non avevano capito proprio tutto del discorso di Syril, ma la sua saggezza e la sua intelligenza erano evidenti e pensarono che il soprannome con cui Tee-Lora talvolta la canzonava, 'Sapientona', non fosse del tutto sbagliato.
"In sostanza, starai nuovamente male quando saremo vicini al tempio? Spero di no. Mi dispiacerebbe molto… Ci dispiacerebbe molto!" si corresse all'ultimo secondo Malek, anche se Kuryan fece un sorrisetto malizioso.
"Starò bene, tranquilli. Non mi aspettavo che il Lato Oscuro fosse così forte nelle Regioni Ignote, nonostante la lettura dei testi Jedi. Adesso, sono molto più preparata." li rincuorò la Padawan.
Improvvisamente, Syril si voltò di lato e fece segno agli altri due di fare silenzio, mentre indicava un albero da cui pareva spuntare uno strano ramo caduco; aveva percepito una piccola e molesta alterazione nella Forza, come se la brezza gentile fosse stata scossa da un sussulto.
"Chi è là? Non abbiamo cattive intenzioni." esclamò Malek, notando che lo strano ramoscello pareva vivo.
Una Twi'lek dalla pelle vermiglia a chiazze nere fece capolino da dietro l'albero, sorridendo. Indossava abiti in sintopelle nera, tra cui una giacca decisamente vistosa: "Degli stranieri, eh? Cosa vi porta su questo sasso sperduto? E soprattutto, non è che siete in combutta con un'umana irritante?" e senza attendere una risposta, estrasse un pistola laser da una fondina dietro la schiena e sparò tre colpi, tutti diretti alla Rodiana.
Istintivamente, Syril sollevò una mano e rallentò i colpi, scansandosi di lato per lasciarli passare in seguito; si spensero in un albero poco distante.
"Come immaginavo. Sei potente nello Spirito del Cosmo, anche se ciò non risponde alla mia domanda." commentò tranquillamente la Twi'lek, quasi le avesse offerto una tazza di Caf, invece di cercare di ucciderla.
"Bel modo di accogliere gli ospiti; immagino tu sia estremamente popolare. Ad ogni modo, non conosciamo nessuna sacerdotessa umana." affermò con voce ferma la Padawan.
La Twi'lek si aggiustò i corti guanti, emise uno sbadiglio simile al verso di uno Wampa dei boschi e poi disse: "Perdonatemi, ma è ben strano che qualcuno come te faccia capolino da queste parti, non sei d'accordo? Come siete venuti a conoscenza di Aki e cosa volete dalla mia comunità?"
"Abbiamo letto antichi testi che parlavano di questo culto e captato le comunicazioni tra una certa Margo un'astronave Mandaloriana, che inseguiamo da mesi perché ha rubato il nostro astromecca dopo averlo scambiato per quello del capo di un cartello criminale.
Parlavano di un tempio pericoloso, ma la Mandaloriana voleva assolutamente trovarlo perché, come avrai capito, è decisamente avida ed è fermamente convinta che nasconda un qualche tesoro." affermò Malek senza battere ciglio, sapendo che Kuryan avrebbe retto il gioco e sperando che Syril facesse altrettanto.
Non ci crederà mai, pensò la Rodiana anche se il suo simile era sembrato molto convincente.
La Twi'lek incrociò le braccia e parve meditarci su: "Pare plausibile; non sarebbe la prima volta che qualcuno viene sul nostro pianeta per cercare dei reperti e rivenderli; è accaduto anche secoli fa, stando a quanto si racconta."
Syril riuscì a non mostrare minimamente il suo stupore: "Io sono una Padawan, una esponente dell'ordine Jedi. Ho ragione di credere che qualcosa di brutto stia accadendo su Aki e, da quando siamo atterrati, percepisco una certa oscurità latente tutta intorno a noi.
Ho letto che, in passato, persino i Sith si erano recati qui, nelle Regioni Ignote, per alimentare i loro poteri oscuri e che hanno lasc

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