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Casa gratis

Scopri quali condizioni permettono ad alcuni lavoratori di vivere senza pagare affitto o bollette, secondo le misure attive nel 2025. (Canva Foto) - insolenzadir2d2.it

Scopri quali condizioni permettono ad alcuni lavoratori di vivere senza pagare affitto o bollette, secondo le misure attive nel 2025.

Un lavoratore vive in una casa funzionante, con luce, gas e acqua attivi. Non versa nulla, non riceve bollette, non firma contratti. La parola gratuito compare nei documenti. Nessun canone, nessuna scadenza, nessun bonifico: tutto è acceso, tutto è disponibile. Com’è possibile?

L’affitto non esiste, le spese nemmeno. Il lavoratore entra, dorme, cucina, lavora. Non ha obblighi, non ha intestazioni. La casa è completa, con elettrodomestici e connessione. Nessuna rata, nessuna voltura, nessuna intestazione: come fa?

Potrebbe accadere a chi segue le condizioni richieste. Il lavoratore vive senza spese mensili. La parola affitto sparisce. Le utenze sono attive, ma non risultano bollette nella sua cassetta delle lettere. Cosa sta succedendo?

Il contratto elimina ogni voce di costo. Il lavoratore riceve vitto, alloggio, servizi. Non paga nulla. La sistemazione è garantita. La casa è abitabile, funzionante, completa. Nessuna bolletta, nessun affitto, nessuna spesa: cosa c’è dietro?

I vantaggi

È una condizione prevista da alcune formule contrattuali. La parola alloggio compare nei documenti. Il lavoratore non versa nulla. La sistemazione è completa, abitabile, con servizi attivi. Non riceve bollette, non firma locazioni. La luce, il gas e l’acqua funzionano.

La condizione è prevista da alcune formule contrattuali. Il lavoratore riceve una casa abitabile, con utenze attive e nessun canone. Non versa nulla, non riceve bollette, non firma contratti. La casa è arredata, con elettrodomestici e connessione. Come si ottiene tutto questo?

Lavoratore
Impiegato appena trasferito (Canva Foto) – insolenzadir2d2.it

Come funziona

Secondo quanto riportato da CorrieredelleMigrazioni ad agosto 2025, alcune misure attive prevedono il rimborso delle spese di affitto per chi si trasferisce. La soglia minima è di 100 chilometri tra la vecchia residenza e la nuova sede di lavoro. Il beneficio è riservato ai lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025, con reddito 2024 inferiore a 35 mila euro. Il rimborso può arrivare fino a 5000 euro annui, per un massimo di due anni. Le somme non concorrono alla formazione del reddito, ma rilevano ai fini ISEE. Il trasferimento deve essere effettivo e documentato. Il contratto deve indicare la nuova sede e la distanza percorsa.

Il lavoratore deve presentare una dichiarazione che attesta la nuova residenza. Il reddito dell’anno precedente non deve superare i 35 mila euro. Il bonus non è automatico: è il datore di lavoro a decidere se erogarlo. Le somme rimborsate incidono sull’ISEE, ma non sul reddito fiscale. La misura è attiva ad agosto 2025 e rientra nel piano nazionale per la mobilità lavorativa.